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FORUM Riduci
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Nuovo messaggio 14/03/2009 12.37
L'Utente non è in linea Nicola
22 messaggio
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Re: Meditazione Vipassana  
 michele biottiha scritto

Cari amici del Forum,

 (, sulle cause della sofferenza, tra cui, dopo l'ignoranza, va citato il desiderio.

Per me qualsiasi cosa si faccia deriva da un desiderio: "voglio essere questo o quello", "voglio quell'oggetto", "voglio che l'amore che provo per una data persona non finisca mai" oppure "voglio annullarmi", "voglio scomparire" e così via. Il problema, se ho ben capito, non sono i desideri, di per sè assolutamente naturali, ma l'attaccamento che si prova verso di essi. Non è il (ad esempio) volere un determinato oggetto causa di sofferenza ma l'attaccamento al desiderio per quel dimenticato oggetto. Ma come fare ad indebolire l'attaccamento? 'Semplicemente' lasciando ai desideri che

siano quello che siano, per poi, vista la loro "inconsistenza", lasciarli andare; oppure un altro metodo sarebbe quello di considerare gli oggetti dei desideri alla luce di anicca, dukkha e anatta.

Facile dirlo, ma farlo?!

Buona giornata a tutti!

Michele


Gli oggetti che ci si presentano (non solo durante la meditazione) hanno tre tipi di effetto (attaccamento, avversione neutralità), nella mia esperienza di meditazione (formale)  mi alleno a vedere come reagisce la mia coscienza ovvero osservando l'oggetto (es. pensiero) vedo il tipo di reazione che si verifica in me e già questo atto è un prendere le distanze  dall'oggetto : non sono il dolore non sono nemmeno il ginocchio che in quel momento mi fa male (o quel pensiero). So anche che anche la semplice osservazione (portare li l'energia della presenza mentale ) modifica l'oggetto. Poi se abbiamo sufficiente energia per osservare l'oggetto (in questo caso primario) possiamo accorgerci che magari il dolore non è così compatto ma vi sono delle variazioni  o sfumature e come tu dici diventa inconsistente e magari riusciamo a lasciar andare e possiamo vederlo svanire. Questo non sempre è possibile perchè o non vi è sufficiente energia; oppure mi attacco alla sensazione (forse in quel momento mi serve ne ho bisogno) e allora nasce la sofferenza nostra e di chi ci sta vicino, non scordiamolo.
 Ultimamente per evitare di trasformare un campo di battaglia la mi meditazione mi è stato utile introdurre momenti di Metta (gentilezza amorevole) verso di me  o altri esseri e questo effettivamente smussa i conflitti e mi aiuta a lasciar andare. 
Altra osservazione riguarda la trasformazione degli stati neutri e qui mi ha aiutato un discorso di
Thich Nhat Hanh  nel quale ci invitava a godere del semplice osservazione del respiro e del fatto che in quel momento non soffriamo di mal di denti e tutti possono capire questo se solo una volta hanno sofferto di mal di denti.

Caro Michele puoi darmi un chiarimento su come ti poni durante la meditazione riguardo ai temi che tu sottolinei (
esempio quando dici: "stamattina ho meditato sulla Seconda Nobile Verità") questo modi di procedere l'ho sperimentato alcuni anni fà quando appunto ci si trovava in un gruppo (due volte a  settimana) coordinato da una persona più esperta che coduceva la meditazione. Devo dire che quosto modo di procedere mi è stato molto utile,  anche se vi è il rischio di sollecitare eccessivamente l'aspetto intellettuale. Ora in questo periodo la mia meditazione è una pura osservazione di quello che c'è però la tua condivisione mi ha procurato un ripensamento anche perchè nel tuo modo di procedere si ha l'opportunità di vivere (dentro di noi) il Dharma. A questo proposito ti suggerisco di ascoltare alcuni discorsi, presenti sul sito, di Bhante Sujiva.
Mi interessava un tuo parere, Per esempio come scegli gli argomenti ? Sono frutto delle tue letture ? 

A presto


ciao
 
Nuovo messaggio 14/03/2009 13.05
L'Utente non è in linea Nicola
22 messaggio
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Re: Meditazione Vipassana  
 michele biottiha scritto

Caro Nicola,

ti ringrazio per la puntuale risposta. Riguardo a questo senso di fusione con il Tutto posso dirti che mi rimane

dentro soprattutto durante la mia attività che, come sai, è quella di medico, nel senso che mi porta a capire che

le sofferenze degli altri sono anche le mie sofferenze e ciò mi aiuta molto. So pure che anche tutto questo è impermanente, ci saranno

giorni in cui maledirò di svegliarmi e di prendermi cura degli altri, ma lavorandoci sopra credo che questi momenti saranno sempre di meno.

La risposta che mi hai dato alla domanda che ho posto è illuminante; pensare di poter contemplare tanta saggezza cercando di farla propria

è assolutamente fantastico!

Ciao, è l'ora della seconda meditazione...



Se non ricordo male la radice etimologia di meditazione deriva da medicare e nessuno vorrebbe farsi curare da un medico ammalato o da un medico che ti dice di smettere di fumare con il sigaro in bocca Insomma evviva i medici che meditano, ne abbiamo tutti bisogno  !!  


ciao
 
Nuovo messaggio 14/03/2009 16.16
L'Utente non è in linea michele biotti
8 messaggio
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Re: Meditazione Vipassana  

Caro Nicola,

ti ringrazio per avermi descritto, involontariamente ma in modo perfetto, la tecnica di meditazione vipassana "autentica",

che tu stai mettendo in atto in questo periodo.

Per quanto mi riguarda, lascio inizialmente andare la mente dove vuole e classicamente annoto oggettivamente,

ma, nella mia esperienza, c'è sempre un momento in cui un pensiero o più pensieri (affettivi, lavorativi...) continuano a ripresentarsi in maniera

ossessiva. Che fare? Verrebbe voglia di mollare. Ma è a questo punto che "attivamente" inserisco la meditazione come ad esempio stamattina

sulla Seconda Nobile Verità. Cioè penso al problema/pensiero in termini di desiderio (voglio le ferie! voglio quella donna!) e già così facendo ne prendo le distanze,

comincio a pensare "è un desiderio, niente di più, non sono io, non è neppure mio". Poi ne esamino l'attaccamento. E' a questo punto che si realizza come

automanticamente un sciogliersi di tutto il complesso pensiero-desiderio-attaccamento, la cessazione. Spero di essere stato chiaro, ma non è facile descrivere

a parole queste esperienze, ma ce la mettiamo tutta, no? Credi ci sia troppo intellettualismo? Mi interessa molto il tuo parere.

Per quanto riguarda i libri ci sono tre modalità di reperimento:

- essere venuto a conoscenza ormai dieci anni fa di una libreria a Milano ricca di materiale sul buddhismo

(Libreria Isola del Sole, via Pollaiuolo, Milano)

- girando a zonzo per le librerie di Varese

- terza, ma assolutamente più importante: l'ordine tramite internet, ci sono dei siti in cui trovi tutto ma veramente tutto

di ogni argomento (www.libreriauniversitaria.it, www.bol.it, www.deastore.it etc. basta che scrivi remainders su Google)

Ora (tra poco) vado al lavoro, ho la notte da fare e non ho internet (sigh!) per chattare con voi

Comunque a domani all'alba

Buona serata a tutti!

 
Nuovo messaggio 16/03/2009 7.52
L'Utente non è in linea Nicola
22 messaggio
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Re: Meditazione Vipassana  
 michele biottiha scritto

Caro Nicola,

ti ringrazio per avermi descritto, involontariamente ma in modo perfetto, la tecnica di meditazione vipassana "autentica",

che tu stai mettendo in atto in questo periodo.

Per quanto mi riguarda, lascio inizialmente andare la mente dove vuole e classicamente annoto oggettivamente,

ma, nella mia esperienza, c'è sempre un momento in cui un pensiero o più pensieri (affettivi, lavorativi...) continuano a ripresentarsi in maniera

ossessiva. Che fare? Verrebbe voglia di mollare. Ma è a questo punto che "attivamente" inserisco la meditazione come ad esempio stamattina

sulla Seconda Nobile Verità. Cioè penso al problema/pensiero in termini di desiderio (voglio le ferie! voglio quella donna!) e già così facendo ne prendo le distanze,

comincio a pensare "è un desiderio, niente di più, non sono io, non è neppure mio". Poi ne esamino l'attaccamento. E' a questo punto che si realizza come

automanticamente un sciogliersi di tutto il complesso pensiero-desiderio-attaccamento, la cessazione. Spero di essere stato chiaro, ma non è facile descrivere

a parole queste esperienze, ma ce la mettiamo tutta, no? Credi ci sia troppo intellettualismo? Mi interessa molto il tuo parere.

Per quanto riguarda i libri ci sono tre modalità di reperimento:

- essere venuto a conoscenza ormai dieci anni fa di una libreria a Milano ricca di materiale sul buddhismo

(Libreria Isola del Sole, via Pollaiuolo, Milano)

- girando a zonzo per le librerie di Varese

- terza, ma assolutamente più importante: l'ordine tramite internet, ci sono dei siti in cui trovi tutto ma veramente tutto

di ogni argomento (www.libreriauniversitaria.it, www.bol.it, www.deastore.it etc. basta che scrivi remainders su Google)

Ora (tra poco) vado al lavoro, ho la notte da fare e non ho internet (sigh!) per chattare con voi

Comunque a domani all'alba

Buona serata a tutti!


Ciao non credo vi sia troppo intellettualismo da parte tua, anzi vista la possibiltà che ci viene offerta dal Dharma del Buddha o del Cristo o altri Maestri  per alimentare la nostra crescita svelando sempre più la nostra Buddità e per fare questo è necessario leggere, studiare riflettere, meditare il difficile comer sempre è matenere l'equilibrio. I tre Gioielli in cui si può prendere rifugio Buddha  Dharma e Sangha  sono interdipendenti e quindi anche il Dharma può essere una porta d'ingresso altri potrebbero prediligere il Sangha ma ripeto ci vuole equiliubrio non esiste una crescita solo per noi escludendo le altre persone, ma qui il discorso si fa lungo.
Tornado alla tecnica di meditazione uso molto spesso il sentire le sensazioni (scanning) per poi portare l'attenzione al respiro sull'addome ma talvolta uso anche osservare il respiro alle narici  (anapana) anche perchè è così che ho iniziato. Quando sono un pò teso osservare il respiro alle narici mi facilità la concentrazione e quindi una maggior stabilità/energia  per osservare ... cosa fare quando arrivano pensieri ossessivi ? Riprendo la tua affermazione:
" ..ma, nella mia esperienza, c'è sempre un momento in cui un pensiero o più pensieri (affettivi, lavorativi...) continuano a ripresentarsi in maniera ossessiva ... " In questo caso penso vi sia un eccesso di energia e per equilibrarla devo prima diventare più calmo raggioungendo una corretta concentrazione quindi non focalizzerò l'attenzione su un piccolo punto come le narici o l'addome (aumento di energia) ma allargo l'attenzione (punti di contatto oppure sento tutto il corpo respirare) anche la Metta in questi casi può servire .... l'essenziale come sai è meditare con continuità sapendo che il seme messo nella terra deve prima morire per poi germogliare e questo talvolta è difficile da accettare, a proposito sento che la Primavera stà arrivando e se abbiamo fatto un buon lavore in Inverno vedremi i primi germogli ..... 
Ciao a presto



ciao
 
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