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Meditazione Riduci

                                   MEDITAZIONE

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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine meditazione (dal latino meditatio, riflessione) indica in generale la pratica di concentrazione su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle condizioni psicofisiche.

Tale pratica, in forme differenti, è riconosciuta da molti secoli come parte integrante di tutte le principali tradizioni religiose. Nelle Upaniṣad, scritture sacre induiste compilate approssimativamente a partire dal VII secolo d.C., è presente il primo riferimento esplicito alla meditazione che sia giunto fino a noi, indicata con il termine sanscrito dhyāna (ध्यान)

È uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva).

La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri". È un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali.

Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa. In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di oggetti fisici oppure semplicemente oggetti che riguardano il mondo interiore come emozioni o qualità, oppure immagini o testi sacri. Questo tipo di meditazione è più vicina alla cultura occidentale.[senza fonte]

Indice

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Religioni e filosofie orientali [modifica]

In certe religioni o filosofie orientali come il buddismo la meditazione (vipassana, zazen, samatha) è l'atto di osservare (anche attraverso un'azione di riflessione introspettiva) la mente, alla ricerca di un possibile stato di nirvana.

Detto altrimenti la meditazione è una capacità della mente che favorisce un percorso interiore e che ne è influenzata.

Attraverso la dinamica del modo di operare della mente, si può riuscire a riconoscere la distinzione tra un io egocentrico, che si identifica con l'essere io (nome) e l'Io (sé) in grado di osservare l'osservatore (oggettivizzare il soggetto). Questo metodo comporta quattro stati di coscienza:

  • vedo l'oggetto
  • mi accorgo di vedere che vedo l'oggetto
  • mi accorgo di vedere il vedere che vede l'oggetto
  • assorbimento in uno stato che supera la dualità soggetto/oggetto al di là dell'espressione e della comunicazione convenzionale.

Anche nello yoga lo stato raggiunto tramite la pratica della dhyana favorirebbe l'esperienza della "visione" e, ad un livello superiore, dell'illuminazione, ossia della rivelazione della divinità onnipresente.

Questo stato di "pura consapevolezza senza oggetto" può essere raggiunto anche con altri generi di pratiche meditative: ad esempio la meditazione trascendentale si basa sulla ripetizione mentale di un mantra. In ogni caso il termine "meditazione", com'è inteso normalmente nella lingua italiana, si rivela inadeguato a dare un'idea efficace di questo tipo di pratiche: un termine meno impreciso potrebbe essere contemplazione.

Buddhismo [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Chakra.

La meditazione in alcuni tipi di Buddhismo presuppone una speciale fisiologia che sovraimprime al corpo fisico un corpo immaginario, diviso in chakra, centri psicofisici che servono a guidare il processo meditativo. Tali centri sono sette: sulla sommità della testa, tra i due occhi, nella gola, all'altezza del cuore, del diaframma, dell'ombelico e dei genitali. Essi sono immaginati come fiori di loto su ciascuno dei quali sono scritte sillabe mistiche di vario colore. Su queste sillabe e sul loro significato si deve concentrarsi durante la meditazione, dopo tuttavia aver perduto coscienza dela propria persona individuale ed essersi identificato con determinati piani spirituali espressi simbolicamente con il nome e la figura tradizionale de speciali deità del mahāyāna.

In altri tipi di Buddhismo, invece, la meditazione utilizza frasi, mantra o particolari concetti, sui quali ci si concentra prestando attenzione al loro significato, senso, o semplicemente al suono che si ha dalla loro pronuncia durante la meditazione.

Piani spirituali e non divinità, poiché nelle scuole buddhiste non esistono dèi come realtà oggettive; cioè, le divinità dell'olimpo mahayanico hanno soltanto valore di simbolo, come effimere colorazioni della coscienza cosmica nel suo ininterrotto processo di evoluzione e d'involuzione, eternamente in atto e riflesse in ogni creatura viva, in ogni respiro.

Cristianesimo [modifica]

Nel cristianesimo la meditazione è una forma di preghiera interiore. Viene fatta in una chiesa o cappella, in presenza dell'Eucaristia, o nel privato della propria stanza. Preferibilmente si fa di mattina presto, prima di ogni altra azione della giornata.

Nella sua forma più generale si sviluppa attraverso diversi passi successivi:

  • Inizia con la invocazione dello Spirito Santo perché sia luce interiore di colui che medita.
  • Si apre alla contemplazione di una scena evangelica o dalla lettura di un brano della Bibbia o di un altro libro che possa aiutare.
  • Approfondisce il significato dell'episodio o dell'insegnamento in questione. Lo fa attraverso il ragionamento e la ricerca di situazioni o passi biblici simili o correlati.
  • Si sofferma su qualche parola o immagine o concetto, "ruminandolo" interiormente.
  • Chiede a Dio la grazia di vivere il mistero che si è contemplato.
  • Fissa l'impegno di un qualche gesto da vivere durante la giornata, per trasformare in carità quello che si è contemplato.
  • Ringrazia il Signore per il dono della luce dell'alto.

Una forma particolare di meditazione è la lectio divina, che è una lettura orante di un passo biblico.

Islam [modifica]

Il concetto di meditazione é espresso in arabo dal termine tafakkur, che va distinto da dhikr, meglio tradotto come "invocazione" o "memoria". Si può dire che il termine dhikr sia il ricordo di uno stato precedente, un modo di far riemergere qualcosa che, fortunatamente, non si é perso del tutto.

Comunque i due termini sono unificati nella pratica mistica dell'islam, perché é proprio grazie al dhikr Allah, l'invocazione del nome di Dio, che si raggiunge lo stato adeguato alla meditazione. Il dhikr come metodo spirituale di concentrazione é stato elaborato dai sufi.

Questa pratica, sorta ben presto nell'Islam e già sviluppata nei secoli IX e X, prevede la ripetizione di uno dei novantanove nomi di Dio o di formule sacre sotto la direzione di un maestro spirituale. Questo maestro, chiamato in arabo shaykh o anche murshid (guida), mentre in Iran e in India é detto pir, rende il metodo praticabile per i partecipanti al rito.

Dei vari tipi di shaykh, il più simile al pandit degli hindù é lo shaykh at-ta'lim, colui che conosce la dottrina.

L'invocazione del nome di Dio raggiunge livelli decisamente ossessivi e può essere pericolosa per chi non sia guidato in modo corretto e deve essere accompagnata dall'osservanza di una serie di riti. Se praticata senza vera adesione all'Islam, risulta tanto inefficace quanto pericolosa.

Percorsi personali [modifica]

Esistono molti percorsi personali che non sono all'interno di una religione o una filosofia e di cui la meditazione è strumento indispensabile per approfondire i lati oscuri di noi stessi. Molti si avvalgono di un maestro che permette loro di fare un cammino, un percorso che attraversa nuove realtà e che si lascia alle spalle vecchi mondi, in un procedere verso la maggiore consapevolezza di se stessi e della realtà.

Un aspetto fondamentale è la riduzione della sofferenza che insieme alla maggiore consapevolezza abbisognano di un maestro. A tal fine occorrerà conquistarsi un cammino e capacità di meditazione nella relazione con la figura di riferimento. È importante che il maestro non sia solo "padre"/"madre" ma una figura che possa essere lasciata per una nuova realtà affettiva.

In particolare la meditazione del Buddha Sakyamuni e di altri saggi (come Osho Rajneesh) non era ascritta a nessuna religione o filosofia ma seguiva un cammino personale.

Ricerche Scientifiche [modifica]

Uno studio scientifico americano pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha dimostrato l'effettiva utilità della meditazione sul miglioramente delle condizioni di vita: la depressione si attenua, le difese immunitarie aumentano e la pelle appare come più luminosa.

La ricerca è stata effettuata nel corso di cinque giorni dagli scienziati e dai ricercatori dell'Università dell'Oregon e dell'ateneo cinese di Dalian. Due gruppi di venti studenti universitari hanno eseguito: il primo un training di venti minuti al giorno con una tecnica meditativa chiamata Integrative body-mind training, (Ibmt), il secondo ad è stato sottoposto ad una semplice tecnica di rilassamento. Al termine dell'esperimento tutti i ragazzi hanno ricevuto un questionario utile a valutare i livelli di ansia, attenzione, la presenza di cortisolo nella loro saliva e di un ormone associato alle difese immunitarie.

I ricercatori hanno verificato che il gruppo di studenti che avevano applicato il metodo Imbt avevano una concentrazione di cortisolo molto inferiore e una migliore risposta immunitaria rispetto all'altro gruppo. Dai questionari è anche emerso che la meditazione aveva abbassato i livelli di rabbia, ansia, depressione e di fatica.

La tecnica "Integrative body-mind training", Imbt, è nata in Cina intorno agli anni '90, e consente di raggiungere livelli molto elevati di rilassamento, pur restando coscienti. La meditazione si raggiunge attraverso la postura, l'equilibrio della respirazione e la visualizzazione di immagini dettate da un istruttore.

Il dottor Yi-Yuan Tang, il coordinatore della ricerca ha così dedotto che i processi mentali la consapevolezza e l'attenzione sono aspetti della vita che possono essere esercitati, esattamente come i muscoli. La ricerca continuerà negli USA dove verrà effettuata anche una Risonanza magnetica nucleare dello stato precedente e successivo alla meditazione. ( Fonte: Articolo di Repubblica Web del 11/10/2007 )

Voci correlate [modifica]



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Buddha
La meditazione permette di maturare un progressivo controllo sulla mente e sul corpo. Questo porta a una visione semplificata della realtà, alla piena comprensione delle verità più importanti della vita e, infine, alla definitiva libertà ed emancipazione da ogni sofferenza e insoddisfazione. I benefici della meditazione fanno crescere l’individuo e sono del massimo beneficio sulla via. La mente, finalmente svincolata da ogni legame, non è disturbata dagli attaccamenti al guadagno o alla perdita, alla fama o alla diffamazione, alla lode o al biasimo, alla sofferenza o alla gioia. E’ senza rimpianti e libera dal desiderio, dall’avversione e dall’illusione. E’ sfuggita alla prigione dell’attaccamento ai pensieri e alle sensazioni, è libera dalla brama insaziabile, libera da ogni paura. Questo stato di indipendenza della mente è del massimo beneficio. Coloro che coltivano questi aspetti benefici nella loro vita non saranno sconfitti de nessuna circostanza negativa che incontreranno sul cammino della loro esistenza. Sono sul sentiero che li porterà a dimorare in una perfetta eduratura felicità. Questo è il massimo beneficio. ""Canone buddista, Sutta Nipata""
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